roadmap Tesla 2026

Roadmap Tesla 2026 energia e ricarica, cosa cambia

La roadmap Tesla 2026 non parla solo di nuove auto: mette insieme robotaxi, AI, Supercharger e accumulo (Megapack/Powerwall) per diventare un’infrastruttura dell’elettrico.

Aggiornato al 2 febbraio 2026. Abbiamo letto con attenzione l’update ufficiale Tesla (Q4 e anno 2025) ma non come se fosse solo una “trimestrale” ma cercando tra le righe la trasformazione del brand in un progetto di sistema. Tesla descrive il 2025 come un anno di transizione verso una “physical AI company” e collega in modo esplicito auto, ricarica, accumulo e software. Elettricopertutti non fa finanza: usiamo i dati come prove per capire la direzione 2026 e cosa potrebbe cambiare nel mondo reale, dal costo e affidabilità della ricarica fino alla crescita dello storage di rete. L’obiettivo è semplice: capire quali promesse sono già “in rampa” e quali invece dipendono da tecnologia e regole.

Tesla 2026: da costruttore di auto a “physical AI company”

Nella roadmap Tesla 2026 il software (FSD), la flotta (robotaxi) e l’infrastruttura AI diventano centrali quanto l’auto: è un cambio di modello, non un restyling.

Tesla scrive chiaramente che nel tempo si aspetta che ai profitti “hardware” si affianchino in modo crescente profitti legati a AI, software e flotta. Non è una frase di marketing: nel documento compaiono elementi operativi che rendono credibile l’intenzione (compute, chip, rollout servizi). La roadmap Tesla 2026, letta così, è un tentativo di trasformare l’auto elettrica in un nodo di una rete più ampia: guida assistita evoluta, servizi, ricarica, accumulo e gestione energetica.

  • AI e software: evoluzione di FSD (Supervised) e spinta su abbonamenti.
  • Servizi: robotaxi come “nuova categoria” di mobilità (dove permesso).
  • Infrastruttura: compute e chip dedicati per scalare l’autonomia.

Robotaxi e FSD: cosa c’è oggi e cosa promette il 2026

Tesla dichiara che gli abbonamenti mensili a FSD (Supervised) sono cresciuti in modo sequenziale e sono più che raddoppiati nel 2025; inoltre sta spostando l’accesso verso il modello solo subscription. Nel testo viene anche ricordato che il sistema richiede supervisione attiva e “non rende il veicolo autonomo”: è una precisazione importante per non confondere assistenza alla guida con guida autonoma. In Europa l’azienda cita la ricerca di approvazioni regolatorie e attività dimostrative, incluse esperienze ride-along in Paesi tra cui l’Italia.

Compute e chip: perché Cortex 2 e AI5 contano più di una nuova versione di app

Nel documento Tesla spiega che sta costruendo Cortex 2 e che nel primo semestre 2026 prevede di più che raddoppiare la capacità di training compute onsite in Texas (in “H100 equivalents”). In parallelo parla di chip di inferenza proprietari (AI5 e AI6) con obiettivi di salto prestazionale. Questo è il “collo di bottiglia” reale dell’autonomia: senza capacità di calcolo e inferenza scalabile, il robotaxi resta una demo, non un servizio.

La roadmap Tesla 2026 è credibile quando parla di infrastruttura AI: è lì che si decide se l’autonomia può scalare o resta un prodotto di nicchia.

Tesla Energy: Megapack 3, Megablock e la scalabilità dello storage

Il segnale più “concreto” della roadmap Tesla 2026 è l’energia: record di storage (46,7 GWh nel 2025) e piani di produzione Megapack 3 e Megablock dal 2026.

Per EPT, la parte energia è oro perché sposta la discussione dall’auto al sistema elettrico. Tesla riporta 46,7 GWh di storage deployed nel 2025 (+49% YoY) e 14,2 GWh nel Q4. Nel testo dedicato all’energia parla di record Megapack e di un gross profit record del segmento nel trimestre, e collega il tema a Powerwall e alle Virtual Power Plant: oltre 89.000 eventi su più di 1 milione di unità installate, con risparmi in bolletta dichiarati superiori a 1 miliardo di dollari. Inoltre dichiara l’intenzione di avviare produzione Megapack 3 e Megablock a Megafactory Houston nel 2026.

  • Storage 2025: 46,7 GWh deployed (+49% YoY).
  • Storage Q4 2025: 14,2 GWh (+29% YoY).
  • Powerwall/VPP: 89.000 eventi, >1 milione unità, >1 mld $ risparmi dichiarati.
  • Produzione 2026: Megapack 3 e Megablock indicati in avvio produzione.

Perché lo storage “sposta” anche la mobilità elettrica

Più accumulo significa, in prospettiva, meno stress sulla rete nei picchi e più capacità di integrare rinnovabili. Tradotto per chi guida elettrico: la qualità della ricarica rapida non dipende solo dalle colonnine, ma da quanto il sistema elettrico riesce a gestire domanda e potenza. Se un player globale investe in storage e in infrastruttura, sta dicendo che la partita dell’elettrico non si vince solo con più auto: si vince con energia disponibile quando serve.

Se vuoi capire la direzione Tesla senza fare “finanza”, guarda Tesla Energy: è il pezzo che rende coerente il racconto di un’elettrificazione su larga scala.

Supercharger: la ricarica come infrastruttura e come servizio

Nella roadmap Tesla 2026 la rete Supercharger resta un vantaggio competitivo: a fine 2025 Tesla dichiara 8.182 stazioni e 77.682 connettori nel mondo.

La rete cresce e resta uno dei motivi per cui Tesla “tira” ancora nel mondo reale. Nel riepilogo operativo dell’update, Tesla riporta 8.182 stazioni Supercharger e 77.682 connettori a fine 2025 (con crescita su base annua). Nel capitolo servizi, cita anche Supercharging tra i driver del gross profit dei servizi: significa che la ricarica è vista come parte di un ecosistema che genera valore, non solo come costo infrastrutturale.

  • Scala globale: migliaia di stazioni e crescita continua.
  • Esperienza: mappe sito e disponibilità live tra le funzioni software citate.
  • Modello: ricarica e servizi entrano nel ragionamento “ecosistema”.

Per EPT la domanda utile non è “quanti Supercharger”, ma “che effetto ha questa rete su costi, affidabilità e viaggi in elettrico”.

Batterie e filiera: l’integrazione verticale che rende possibile la roadmap Tesla 2026

Tesla collega la roadmap Tesla 2026 a scelte industriali: raffineria litio, 4680, linee LFP e catodi; è la parte meno visibile, ma spesso la più decisiva.

Autonomia, ricarica, storage e robotica hanno un denominatore comune:batterie e supply chain. Tesla indica che la raffineria di litio ha avviato produzione pilota e che sta producendo pack con celle 4680 per alcuni Model Y; inoltre si aspetta l’avvio di produzione di linee LFP in Nevada e di materiale catodico in Texas nel 2026. È la classica strategia “sistema”: ridurre dipendenze e rischi di filiera per sostenere crescita e nuovi prodotti.

La roadmap Tesla 2026 sta in piedi se sta in piedi la filiera: batterie, materiali e capacità produttiva contano quanto l’innovazione software.

Conclusione: cosa guardare nel 2026 (senza farsi prendere dal tifo)

La roadmap Tesla 2026 è un’idea ambiziosa: non solo auto elettriche, ma una piattaforma fatta di AI, servizi, ricarica e accumulo. Per valutarla in modo serio, conviene guardare tre cose: (1) quanto velocemente si espande l’energia (storage e VPP), (2) quanto la rete di ricarica resta affidabile e competitiva nei costi, (3) se robotaxi e guida assistita evolvono con prove e permessi, non solo con demo. Il resto è rumore.

FAQ su roadmap Tesla 2026

Che cosa significa “roadmap Tesla 2026” per chi guida elettrico?

Nel documento Tesla collega il 2026 a investimenti in energia (storage), ricarica (Supercharger) e software. Per chi guida elettrico questo può tradursi soprattutto in maggiore affidabilità dell’infrastruttura e in servizi più integrati (pianificazione ricariche, disponibilità, ecc.), più che in una singola “nuova auto”.

Tesla Energy è davvero un pezzo importante della roadmap?

Sì: Tesla riporta 46,7 GWh di storage deployed nel 2025 e 14,2 GWh nel Q4, e dichiara l’avvio di Megapack 3 e Megablock in produzione nel 2026. È un segnale forte perché lo storage serve a stabilizzare la rete e supportare la crescita dei consumi elettrici.

Quanti Supercharger ha Tesla a fine 2025?

Nel riepilogo operativo dell’update Tesla dichiara 8.182 stazioni Supercharger e 77.682 connettori a fine 2025 a livello globale.

FSD (Supervised) è guida autonoma?

No. Tesla specifica che è richiesta la supervisione attiva del guidatore e che il sistema non rende il veicolo autonomo. Questo punto è centrale, soprattutto quando si parla di robotaxi e di approvazioni regolatorie in Europa.

Qual è il “collante” della roadmap Tesla 2026?

Il collante è l’infrastruttura: capacità di calcolo (training compute), chip di inferenza, filiera batterie e rete di ricarica. Tesla descrive esplicitamente investimenti su compute (Cortex 2) e su produzione/filiera (litio, 4680, LFP) per sostenere la crescita di prodotti e servizi.

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