Nel 2025 le auto elettriche crescono molto, ma non abbastanza da dire che il mercato sia ormai maturo.
Il 2025 è stato l’anno in cui le auto elettriche hanno fatto un salto evidente. I numeri lo dicono chiaramente, soprattutto guardando il finale d’anno. Ma c’è una differenza importante tra “crescere” e “diventare la scelta normale”. Ed è proprio lì che vale la pena fermarsi a capire cosa sta succedendo davvero nel mercato italiano.
I numeri del 2025: crescita forte, ma non uniforme
Le immatricolazioni BEV aumentano molto rispetto al 2024, ma la quota di mercato resta ancora limitata.
Nel 2025 in Italia sono state immatricolate 94.230 auto elettriche. È un aumento del 46,1% rispetto all’anno precedente. Un dato importante, soprattutto se confrontato con un mercato auto complessivo che non cresce allo stesso ritmo.
La quota media annua delle BEV si è attestata intorno al 6%. È più alta rispetto al passato, ma ancora lontana dai livelli di altri Paesi europei. Il dato che colpisce di più è quello di dicembre: oltre 12.000 auto elettriche immatricolate in un solo mese, con una quota che ha superato l’11%.
- Volumi in forte aumento rispetto al 2024.
- Quota annua in crescita, ma ancora contenuta.
- Dicembre molto sopra la media del resto dell’anno.
- Mercato totale in rallentamento, BEV in controtendenza.

Perché dicembre 2025 conta più degli altri mesi
Dicembre non è solo “un buon mese”. È il momento in cui si vede cosa succede quando diverse condizioni si allineano: offerte commerciali, decisioni delle flotte, scelte rimandate durante l’anno. Il messaggio è chiaro: quando gli ostacoli si riducono, la domanda esce allo scoperto.
Il 2025 dimostra che la domanda per le auto elettriche esiste, ma emerge soprattutto quando le condizioni sono favorevoli.
Perché le auto elettriche crescono nel 2025
La crescita non ha una sola causa: è il risultato di più fattori che iniziano a lavorare insieme.
Non c’è un motivo unico dietro l’aumento delle vendite. Il primo è l’offerta: oggi ci sono più modelli, in più segmenti, con prezzi meno lontani da quelli delle auto tradizionali. Il secondo è l’esperienza reale di chi già guida elettrico, che ha ridotto molte paure iniziali.
Un ruolo importante lo giocano anche le flotte aziendali e il noleggio. Quando le decisioni vengono prese guardando al costo totale e non solo al prezzo di listino, l’elettrico diventa spesso una scelta logica.
- Più modelli disponibili rispetto al passato.
- Prezzi di ingresso più accessibili.
- Flotte e noleggio sempre più orientate al BEV.
- Maggiore fiducia nell’uso quotidiano.

BYD Dolphin Surf: il segnale forte delle city car elettriche accessibili
Un dato che merita attenzione è quello della BYD Dolphin Surf. Questa utilitaria elettrica ha iniziato le vendite in Italia solo tra maggio e giugno 2025, ma è riuscita comunque a salire sul podio delle elettriche più vendute dell’anno. In pratica, ha concentrato risultati da top seller in appena sei mesi di presenza sul mercato.
Il messaggio è chiaro: quando arriva una city car moderna, ben equipaggiata e con un prezzo accessibile, la domanda risponde. Non serve convincere l’utente con promesse futuristiche, ma offrirgli un’auto elettrica concreta, adatta alla città e facile da usare ogni giorno.
Questo spiega anche perché il segmento delle utilitarie elettriche è destinato a diventare centrale nel 2026. Sono attese molte nuove vetture compatte, pensate per abbassare la soglia di ingresso al mondo BEV. Se queste promesse verranno mantenute, è proprio da qui che potrebbe arrivare il prossimo salto di quota del mercato elettrico.
Il peso delle flotte nel mercato elettrico
Le flotte non fanno rumore, ma muovono numeri. Se vuoi capire il confronto dal punto di vista di chi deve scegliere oggi, qui trovi l’analisi completa: auto elettriche vs ibride 2025. Se invece il dubbio è sui costi reali, questa guida aiuta a farsi un’idea concreta: quanto costa davvero fare 100 km in elettrico.
La crescita del 2025 è meno emotiva e più razionale: contano i conti, non gli slogan.
Perché la quota resta ancora bassa
Nonostante la crescita, molti ostacoli pratici non sono ancora risolti.
Una crescita del 46% può sembrare enorme, ma va letta partendo dalla base. Quando il punto di partenza è basso, anche un forte aumento non porta subito a quote elevate. Il vero limite oggi non è l’auto in sé, ma tutto quello che le gira intorno.
La ricarica resta il tema principale, soprattutto per chi non ha un box privato. A questo si aggiunge l’incertezza su incentivi e regole, che spinge molti a rimandare la decisione.
- Difficoltà di ricarica a casa per molti utenti.
- Rete pubblica non sempre uniforme.
- Incertezza normativa e sugli incentivi.
- Prezzo percepito ancora alto.
Il vero test resta il viaggio
Finché l’auto elettrica è vista come perfetta in città ma complicata fuori, la diffusione resta parziale. Per approfondire questo aspetto, qui trovi due risorse utili: le colonnine in autostrada e il calcolo dei costi reali di un viaggio.
La quota BEV cresce lentamente perché la semplicità d’uso non è ancora uguale per tutti.
Cosa aspettarsi dal 2026
Il prossimo anno dirà se la crescita del 2025 è stata un caso o l’inizio di una fase più stabile.
Il 2026 sarà un anno di verifica. Se i numeri restano solidi anche senza un “dicembre eccezionale”, allora il mercato avrà fatto un passo avanti vero. Altrimenti, la crescita resterà concentrata in momenti specifici.
- Crescita stabile se regole e offerte restano chiare.
- Rallentamento se tornano incertezze.
- Crescita selettiva guidata da flotte e grandi città.
Il 2026 non serve a battere record, ma a rendere normali i numeri del 2025.
Conclusione
Il 2025 ha mostrato una cosa chiara: le auto elettriche possono crescere velocemente quando le condizioni sono favorevoli. Ma crescere non significa ancora diventare la scelta più semplice per tutti. La differenza tra un mercato che accelera a scatti e uno che si stabilizza sta nella continuità: regole chiare, ricarica accessibile e costi comprensibili. Se questi elementi terranno anche nel 2026, allora il salto fatto nel 2025 non resterà un episodio isolato.
Per il quadro completo dei dati di fine anno puoi approfondire qui: mercato auto elettriche a fine 2025.
Domande frequenti sulla crescita delle auto elettriche nel 2025
No. Un aumento percentuale così alto indica una crescita forte rispetto all’anno precedente, ma parte da una base ancora ridotta. La quota di mercato resta intorno al 6%, quindi l’auto elettrica cresce, ma non è ancora la scelta più comune.
Dicembre concentra spesso decisioni rimandate durante l’anno: offerte commerciali, scelte delle flotte aziendali e chiusure di contratti. È un mese utile per capire il potenziale del mercato, ma non rappresenta da solo l’andamento medio.
Per molti utenti il problema non è l’auto, ma la ricarica. In particolare per chi non ha un box privato o vive in condominio, la gestione quotidiana resta più complessa rispetto a un’auto tradizionale.
Sì. Le flotte valutano i veicoli sul costo totale e sull’uso reale. In molti casi l’elettrico risulta competitivo, soprattutto su percorrenze prevedibili e con ricarica programmata.
Il 2026 sarà un anno di crescita o di rallentamento?</h3
Dipenderà dalla stabilità delle regole e dall’esperienza pratica degli utenti. Se la ricarica diventerà più semplice e prevedibile, la crescita potrà continuare. In caso contrario, i numeri rischiano di restare legati a singoli picchi.
Fonte dati: Motus-E, analisi di mercato dicembre 2025.



