stop motori termici 2035

Stop motori termici 2035: cosa ha deciso davvero l’UE e cosa cambia ora

Lo stop ai motori termici nel 2035 non è stato cancellato: l’UE sta valutando una revisione che sposta l’attenzione dal divieto tecnico all’obiettivo di emissioni.

Negli ultimi giorni molti titoli hanno parlato di “stop saltato” o “rinvio” del 2035. Il punto, però, è distinguere tra due piani diversi: la norma già approvata e le proposte di modifica discusse a fine 2025. Se confondi i due livelli, sembra che cambi tutto da un giorno all’altro. Non è così. Qui mettiamo in fila cosa è già scritto nella regolazione UE, cosa è stato proposto come revisione e quali effetti pratici può avere per chi compra auto oggi. Senza slogan e con fonti verificabili, perché l’incertezza è il vero problema del mercato.

Stop motori termici 2035: cosa ha deciso davvero l’UE

L’UE non ha cancellato il 2035: ha proposto di sostituire il divieto totale con un obiettivo di riduzione delle emissioni delle nuove auto.

La base è il regolamento europeo sulle emissioni di CO2 per auto e furgoni, approvato nel 2023 dentro il pacchetto Fit for 55. In quel quadro, l’obiettivo al 2035 è stato impostato come riduzione del 100% delle emissioni allo scarico delle nuove auto, cioè di fatto nuove immatricolazioni solo a zero emissioni. Nel dicembre 2025, però, diverse fonti giornalistiche affidabili riportano una proposta della Commissione che cambierebbe il target a -90% rispetto al 2021. Questo sposterebbe il focus dal “divieto tecnico” al “risultato emissivo”. Ma attenzione: una proposta non è ancora una norma. Serve l’approvazione di Parlamento e Consiglio.

  • Norma 2023: obiettivo 2035 impostato su -100% CO2 per nuove auto
  • Proposta 2025: ipotesi di target -90% (da approvare)
  • Il 2035 resta un orizzonte politico, ma può cambiare il meccanismo
  • Il mercato reagisce più all’incertezza che alla data

Norma approvata e proposta di modifica: come leggerle senza confusione

La pagina del Parlamento Europeo che circola spesso online spiega il quadro “2035” nella sua versione originaria. È utile come contesto, ma non è il posto migliore per seguire gli aggiornamenti in tempo reale. Per la parte “novità 2025”, invece, conviene citare fonti che descrivono la proposta e ribadire che il processo legislativo è ancora aperto. Fonte contesto UE (Parlamento Europeo)

Prima di parlare di “stop cancellato”, separa sempre ciò che è legge da ciò che è proposta.

Perché non si parla più di divieto totale: obiettivo CO2 e neutralità tecnologica

L’idea della revisione è passare dal divieto basato sulla tecnologia a un obiettivo basato sulle emissioni, con più margini di compliance.

Dire “divieto dei motori termici” è una semplificazione: la norma lavora su obiettivi di CO2. Se il target cambia (da 100% a 90%), cambia anche l’effetto pratico. In questo scenario entra in gioco la neutralità tecnologica: non conta solo con quale motore parti, ma che risultato ottieni sulle emissioni, considerando anche strumenti di conformità e possibili carburanti alternativi. Per chi legge ElettricoPerTutti, il punto non è fare tifo, ma capire cosa comporta per prezzi, disponibilità dei modelli e tempi di transizione reale.

  • Obiettivo emissivo: si misura la CO2, non “il motore”
  • Neutralità tecnologica: più strade per raggiungere il target
  • Rischio principale: regole poco stabili e mercato bloccato

Immatricolazioni UE per alimentazione

Fonte: Eurostat (Dataset: road_eqr_carpda)

In attesa...

Nota: Percentuali calcolate sui dati ufficiali di immatricolazione Eurostat.

E-fuel e carburanti alternativi: cosa possono cambiare davvero

Gli e-fuel e altri carburanti alternativi entrano spesso nel dibattito come “soluzione” per salvare il termico. Nella pratica, contano due cose: disponibilità su larga scala e costo. Per questo, anche in uno scenario più flessibile, l’elettrico resta centrale per volume e filiera. Gli e-fuel possono avere un ruolo di nicchia o settoriale, non per sostituire tutto il parco auto in tempi brevi.

La flessibilità non significa ritorno al passato: significa più percorsi per ridurre CO2.

Cosa cambia per chi compra auto oggi e nei prossimi anni

Non cambia nulla domani mattina, ma aumenta l’importanza di rivendibilità, tasse e regole locali.

Se stai comprando un’auto nel 2025 o nel 2026, non esiste un “blocco” immediato. La differenza è che, da qui al 2030, il mercato può muoversi su tre leve: incentivi (quando ci sono), fiscalità sulle flotte e restrizioni locali nelle grandi città. Per il privato, la variabile più concreta è il valore residuo: quanto varrà l’auto tra 3-5 anni, non solo quanto costa oggi. Su ElettricoPerTutti questo tema è legato anche alla scelta tra acquisto e alternative come noleggio e formule con valore futuro garantito.

  • 2025-2027: impatto pratico basso
  • 2028-2030: più attenzione a diesel e benzina nei centri urbani
  • 2030-2035: rivendibilità e utilizzo diventano decisivi

Link utili per decidere con numeri, non con sensazioni

Per un confronto economico rapido tra auto termica ed elettrica, puoi usare il nostro comparatore. Se ti interessa la scelta “acquisto o noleggio a lungo termine” puoi leggere il nostro articolo.

La domanda giusta non è “sarà vietato”, ma “quanto varrà e dove potrò usarla”.

Conclusioni

Dire che lo stop ai motori termici nel 2035 “è saltato” è quasi sempre una lettura sbagliata. La norma UE di base resta il riferimento, mentre nel 2025 si parla di una revisione che potrebbe cambiare i meccanismi, ma non cancella l’obiettivo di riduzione delle emissioni. Per chi compra auto oggi, la scelta più intelligente è ridurre l’incertezza: capire come si muove la fiscalità, come cambiano i modelli disponibili e quali sono le regole locali che incidono sull’uso reale dell’auto.

Domande frequenti sullo stop ai motori termici nel 2035

Lo stop ai motori termici nel 2035 è stato cancellato?

No. Lo stop ai motori termici nel 2035 non è stato cancellato. La norma europea approvata nel 2023 resta valida come quadro di riferimento. Nel dicembre 2025 la Commissione europea ha però discusso una possibile revisione del meccanismo, passando da un divieto tecnico a un obiettivo di riduzione delle emissioni. Questa revisione non è ancora legge e dovrà essere approvata da Parlamento e Consiglio UE.

Dal 2035 si potranno ancora comprare auto a benzina o diesel?

Con le regole attuali, dal 2035 l’obiettivo è che le nuove auto immesse sul mercato abbiano emissioni di CO2 prossime allo zero. Se la proposta di revisione venisse approvata, potrebbero esistere margini limitati per veicoli non completamente elettrici, a patto che rispettino obiettivi emissivi molto stringenti. In ogni caso, non riguarda le auto già immatricolate.

Le auto ibride saranno vietate dopo il 2035?

Non esiste oggi un divieto esplicito sulle auto ibride. Il punto centrale non è la tecnologia, ma il livello di emissioni. Le ibride tradizionali difficilmente potranno rispettare obiettivi molto severi di CO2, mentre alcune soluzioni plug-in o con carburanti alternativi potrebbero rientrare nei meccanismi di conformità, se le regole verranno modificate.

Cosa sono gli e-fuel e perché contano nel dibattito UE?

Gli e-fuel sono carburanti sintetici prodotti usando energia rinnovabile. Nel dibattito europeo vengono citati perché permetterebbero di ridurre le emissioni senza eliminare del tutto i motori termici. Tuttavia, oggi hanno costi elevati e disponibilità limitata. Per questo l’UE li considera una possibile integrazione, non una soluzione di massa per il mercato auto.

Conviene comprare un’auto termica oggi?

Dipende dall’uso e dall’orizzonte temporale. Nel breve periodo non esistono divieti immediati, ma nel medio termine diventano sempre più importanti fattori come valore residuo, tasse e restrizioni locali alla circolazione. Chi compra oggi dovrebbe valutare non solo il prezzo di acquisto, ma anche quanto l’auto varrà tra 3–5 anni e dove potrà circolare.

Le decisioni UE sul 2035 sono già definitive?

No. La norma di base è già approvata, ma le modifiche discusse nel 2025 sono ancora proposte. Il processo legislativo europeo prevede il passaggio in Parlamento e Consiglio, con possibili cambiamenti al testo finale. Per questo è importante distinguere tra ciò che è legge e ciò che è ancora in discussione.

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